"Ci abbiamo messo venti anni a far capire la quota capitaria, ed a farla rivendicare da tutti gli imperiesi. Speriamo non ci mettano altri venti per il nuovo e non unico ospedale e per avere quei fondi che ci mancano. Per quanto riguardano i milioni di euro mal distribuiti ognuno abbia il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, nella nostra Provincia, riconosciuti i danni del passato, vanno fatti solo degli investimenti e non ulteriori tagli" Il comitato ringrazia tutto lo STAFF del nuovo PD imperiese che contrariamente al passato ha preso e socializzato questa decisione. Il Presidente Donato Basilii Ostetricia a Sanremo e Imperia: intervento di Leandro Faraldi (PD) "Ribadiamo che il piano nasce per razionalizzare e armonizzare le risorse sanitarie perché il Governo Berlusconi ha tagliato alla Regione Liguria risorse per complessivi 85 milioni di Euro nel 2010" Il piano di riordino della rete ospedaliera, varato in Regione il 4 agosto scorso, con tutte le variazioni approvate dal Consiglio è il frutto di un grande e impegnativo lavoro dell’Amministrazione Regionale con il fattivo contributo dei Rappresentanti del nostro territorio all’interno della Maggioranza. Ribadiamo che il piano nasce per razionalizzare e armonizzare le risorse sanitarie perché il Governo Berlusconi ha tagliato alla Regione Liguria risorse per complessivi 85 milioni di Euro nel 2010 (15 Mln tagli manovra tremonti, 70 Mln mancati trasferimenti)". Lo scrive Leandro Faraldi, segretario provinciale del PD imperiese, in relazione alla paventata chiusura di uno dei due reparti di ostetricia in provincia. "Nella discussione di tale piano di riorganizzazione, il lavoro del PD di Imperia, attraverso i consiglieri regionali Manti e Scibilia - prosegue Faraldi - ha permesso di approvare un importante emendamento al piano per quanto riguarda la concentrazione dei punti nascita: 'Tale processo progressivo sarà supportato dagli elementi tecnici e finanziari presentati dall’ASL entro 3 mesi e terrà conto della prevista concentrazione dei tre presidi ospedalieri nel nuovo ospedale sito nel Comune di Taggia. Si dovranno altresì definire le modalità del percorso nascita attraverso il potenziamento delle strutture consultoriali e territoriali e del rapporto tra queste e il nuovo ospedale', che, di fatto, rinvia la decisione su un eventuale accorpamento delle due divisioni di ostetricia della provincia di Imperia, sottoponendolo ad un’analisi puntuale del rapporto costi/benefici. Questa azione del PD permetterà, pertanto, una discussione politica approfondita su ogni variazione della rete ospedaliera della Provincia di Imperia, nella prospettiva di arrivare in tempi brevi alla costruzione dell’ospedale nuovo. Inoltre, sulla questione della 'quota capitaria' per iniziativa del PD è stato approvato un ordine del giorno in Regione che impegna, tra l’altro, la Giunta Regionale a perseguire l’obiettivo di una più equa distribuzione delle risorse, che superi gli attuali squilibri che stanno penalizzando fortemente la nostra Provincia. (primi firmatari Manti e Quaini (IdV), Presidente Commissione Sanità). Ricordando che la 'quota capitaria' è storicamente sottostimata per la nostra provincia e che il primo tentativo di riequilibrio risale alla prima Giunta Burlando, troncato dall’inizio dei tagli governativi dei governi Berlusconi, lo spirito con cui lavora tutto il PD della Provincia di Imperia è, pertanto, quello di rafforzare i servizi sanitari della nostra Provincia in termini di sicurezza, efficacia e fruibilità da parte degli utenti. Al PdL, in particolare di Imperia, già ben rappresentato all’interno di quei governi, ai Parlamentari e ai Consiglieri Liguri dello stesso, imperiesi compresi, invece chiediamo di sapere e di rendere pubblica, quale minima iniziativa abbiano messo in campo per evitare, o almeno compensare, i tagli di 85 milioni di euro nel 2010 e i previsti 155 per il 2011, effettuati dal governo Berlusconi alla Regione Liguria". | Sanità: Giancarlo Manti "E’ probabile che i punti nascita in provincia restino aperti tutte e due" Il consigliere regionale ha chiesto anche al presidente Burlando di riequilibrare i conferimenti della Regione per ciascun assistito imperiese. “Per quanto riguarda il punto nascite in provincia di Imperia non è stato deciso ancora nessun accorpamento”. A dichiararlo è il consigliere regionale del Pd e componente della Commissione sanità Giancarlo Manti che ha voluto commentare l’intervista rilasciata ieri a Sanremonews dal presidente della Commissione stessa Stefano Quaini (Idv). “E’ –specifica Manti – una situazione oggettivamente diversa rispetto a quella di Sarzana dove il reparto è già stato chiuso perché mancavano le condizioni di sicurezza. Diversa ancora da quella di Albenga che non vedrà aperto quello che era previsto mentre sarà mantenuto il reparto di Pietra Ligure. In altre parole non è stato ancora deciso alcun accorpamento. La situazione è in stand-by. E’ possibile, se non probabile anche che restino aperti tutte e due, quello di Imperia e quello di Sanremo e per parecchio tempo. Anche perché bisogna tener conto del previsto concentramento in un unico e nuovo ospedale che è quello di Taggia”. “Ci siamo dati – prosegue Manti - tre mesi per valutare le oggettive necessità sulla base della relazione del direttore generale. La concentrazione, eventuale, dovrebbe avvenire in una struttura di secondo livello, previa analisi del bisogno effettivo del territorio. Attualmente a Imperia e a Sanremo ci sono due strutture funzionanti in sicurezza di I° livello. E su questi punti la condivisione con Quaini è totale”. Non è chiara ai consiglieri comunali di Imperia che si sono sollevati la distinzione tra reparti di emergenze e di elezione? “La questione- risponde Manti – riguarda il riordino generale degli ospedali. Se si dovessero sboccare i fondi per l’ospedale unico fra qualche anno il problema potrebbe essere superato. Non si sa ancora nel frattempo quelli che potrebbero trovare sede a Imperia e quelli a Sanremo, intanto bisogna rifuggire dai campanilismi”. “Sulla quota capitaria – aggiunge il consigliere regionale – io e lo stesso Quaini siamo stati i primi firmatari di un ordine del giorno volto a eliminare questo squilibrio ai danni dei cittadini di Imperia che effettivamente c’è e derivante da fattori trentennali. Certo che sui bilanci pesano gli 80 milioni di euro di tagli per il 2010 che si preannunciano di 155 milioni nel 2011 decisi dal Governo”. |
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Queste sono le proposte del dr. Nocita |
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“Così può cambiare la sanità in provincia” La proposta del medico e consigliere comunale sanremese Nocita "articolo preso da LA STAMPA" E’ stato il solo (al momento) a pronunciarsi per il sì a un punto-nascite unico in provincia, motivando la sua posizione controcorrente (rispetto alle barricate erette da destra e sinistra) con valutazioni da tecnico (è un chirurgo) mirate alla qualità dei servizi ospedalieri. E ora il dott. Eugenio Nocita, da poco più di un anno consigliere comunale a Palazzo Bellevue (di area socialista), torna alla carica, disegnando il suo progetto di sanità nell’Imperiese. Un intervento che va al di là delle polemiche divampate con l’approvazione in Regione del piano per la razionalizzazione della rete ospedaliera ligure, il quale comprende pure l’ipotesi del punto-nascite unico in questa provincia. «Ha destato scalpore la mia posizione per un solo reparto di Maternità nell’Imperiese – premette Nocita - Non tutto il male viene per nuocere, ed a questo punto il dibattito si può allargare al miglioramento dell'efficienza dell’offerta sanitaria in provincia. Tutti sanno, ormai, del progetto per costruire un unico polo ospedaliero nella piana di Taggia, ma i tempi di realizzazione sono incerti e prevedibilmente lunghi, non inferiori a un decennio. Impossibile sopportare lo status quo aspettando l’ospedale provinciale. A mio parere, è necessario quindi valorizzare al meglio l’esistente». E giù con le sue proposte: «L’ospedale di Sanremo dovrebbe diventare un polo per pazienti acuti, ovvero tutti quelli che accedono al Pronto soccorso con patologie tali da dover richiedere un’assistenza intensiva e/o interventi chirurgici. Dovrebbe essere anche il polo della chirurgia maggiore. E’ importante, a tal proposito, il fatto che vi sia già stato uno stanziamento per il nuovo Pronto soccorso. Dovrebbe però affiancarsi la realizzazione della nuova piastra delle sale operatorie, di cui esistono studio di fattibilità, progetto e finanziamento. In questo “nuovo” Borea dovrebbero essere presenti 24 ore su 24 tutti gli specialisti medici (a turno) e un'équipe completa di sala operatoria. Quanto all’ospedale d’Imperia, propongo che sia indirizzato verso le specializzazioni mediche. E alla Pneumologia, già presente, si potranno affiancare le Malattie infettive, l’Ematologia, l’Oncologia, la Geriatria ecc. All’ospedale di Bordighera, dove è prevista la Chirurgia ortopedica protesica, si potrebbe associare tutta l’attività chirurgica in regime giornaliero (ingresso al mattino, intervento e dimissione la sera), ad eccezione dell’Oculistica, la quale ha sede principale a Imperia. E quindi tutto il settore potrebbe essere accorpato nell’ospedale del capoluogo». Infine: «Aggiungerei una convenzione con un centro di altissima specializzazione al quale inviare tutti i pazienti soggetti a trattamenti che le nostre strutture non sono in grado di erogare, come ad esempio per cardio e neurochirurgia. In cambio offrirei, anziché del denaro, la possibilità di ospitare i pazienti del centro per le cure postoperatorie o riabilitative». E’ forse una visione un po’ naïf, ma quanto basta per suscitare almeno delle riflessioni sulle scelte da compiere nel pianeta sanità per il breve e medio periodo. Ciò in attesa del grande e moderno ospedale unico provinciale, sempre che si trovino i fondi per realizzarlo e si riesca a superare tutti gli ostacoli politici e burocratici. |
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Lettera aperta al Dr. NOCITA |
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Lettera aperta al Dr. Nocita, ed a chi la coglie. Dopo aver letto gli articoli sulla Stampa, vorrei rammentare al Dr. Nocita che il suo programma elettorale prevedeva il mantenimento di tre Ospedali. Vorrei inoltre rammentarti che alcuni componenti del Comitato si impegnarono per te in campagna elettorale perché per il futuro della sanità imperiese avevamo più o meno lo stesso programma, era condiviso l’indispensabile presenza di tre strutture ospedaliere, una nuova ad Arma di Taggia con DEA di secondo livello con tutte le attività altamente specialistiche ad esso legato, altri due Ospedali uno a Bordighera ed uno ad Imperia di media e bassa intensità. Se ultimamente ai cambiato idea, giustificandola con il debito sanitario ligure, a cui noi non abbiamo mai contribuito, anzi, siamo stati sempre i più virtuosi, i più tartassati, voglio informarti che alcuni tuoi elettori si sono realmente adirati per le dichiarazioni fatte e per il cambio di idee, in particolare su Bordighera. Bisogna che, anche TU caro Compagno ti rammenti del documento di programma del PSI faticosamente deliberato dal Direttivo alcuni anni fa, non devi dimenticare le discriminazioni avute dalla Regione, della iniqua distribuzione dei fondi, delle inique quote capitarie, di conseguenza delle inique distribuzioni dei servizi e reparti altamente specialistici salvavita, non scordarti che le sopra elencate ingiustizie hanno relegato il nostro sistema sanitario provinciale agli ultimi posti di tutte le classifiche esistenti in materia. (non dobbiamo giustificarli) Noi lo diciamo da sempre, dobbiamo recuperare quella quota, e non giustificare l’operato della Regione che, con delle scuse, agevola sempre gli stessi cittadini, perche se noi avessimo quella quota che ci spetta di diritto, non avremmo dei problemi a mantenere e migliorare l’esistente e costruire il nuovo ospedale con dea di secondo livello. Non capisco perche ci si debba accontentare e allineare con chi da sempre ci discrimina, con chi non da le stesse opportunità di salvezza al momento del bisogno, con chi da sempre si è sostituito al fato ed alla scienza, ha organizzato ed istituito servizi salva vite solo in alcune provincie, la salvezza molte volte e possibile se determinati servizi sono vicini e accessibili, così come hanno organizzato la nostra Regione, alcuni cittadini hanno più opportunità di salvezza, mentre altri no, noi ed i nostri concittadini, i nostri parenti, spesso non arrivano in quei reparti, o quando ci arrivano è troppo tardi, Tu sei Medico e lo sai. Dobbiamo rifiutare l’equazione secondo cui ad un trasferimento minore di risorse a Regioni, Comuni e Province debba necessariamente corrispondere una riduzione del livello dei Servizi del Sociale, della Sanità dei LEA (Livelli Essenziali d’Assistenza). Dobbiamo rifiutare e non accogliere qualsiasi programma che viene fatto dalla Regione, anche se per noi è sempre deleterio, sempre peggio. Dobbiamo rifiutare il concetto che Genova ha reparti di interesse regionale che è una zona metropolitana e quindi giustificare i finanziamenti in più, le percentuali dei posti letto in più, i posti convenzionati per le R.P. in più, dove devono esserci i reparti altamente specialistici, due cardiochirurgie più una al Gaslini, tre neurochirurgie, tre chirurgie toraciche, sei punti nascite, ecc. ecc. non è un diritto perpetuo. Dobbiamo chiedere una programmazione sociosanitaria regionale equa e seria, e non una ogni anno, per noi sempre al ribasso, che i servizi altamente qualificati ve ne sia uno per Provincia, solo così forse non ci saranno più fughe sanitarie, che per noi, non sono fughe ma necessità. Dobbiamo chiedere a Montaldo ed a Burlando, di fare prima le verifiche sugli sprechi, sulle inefficienze, sui doppioni reali, sulle consulenze, devono razionalizzare in modo mirato e chirurgico, dove veramente si può e si deve togliere, di non fare tagli lineari anche nella nostra Provincia, dove sono stati chiusi già sei Ospedali, venduti i gioielli di famiglia per sanare debiti di altri. Vorrei un tuo commento anche sul mezzo milione di euro spese da una ASL Genovese per la pubblicità . Dobbiamo dirgli che la nostra Provincia non può ancora accettare l’ulteriore riduzione di risorse, un’ulteriore riduzione della quota capitaria, tagli di altri reparti, i trasferimenti della maternità da Sanremo ad Imperia, della Traumatologia da Bordighera a Sanremo, giustificandoli che ci sarà una maggiore efficienza, e più assistenza, nella nostra Provincia devono solo investire, e non continuare a discriminarla. La Regione non deve fare dei partifici, ma secondo l’OMS dare un’assistenza a chi partorisce, la famiglia del nascituro può sceglie di partorire anche a domicilio, la ASL deve accontentarla ed organizzare un'assistenza adeguata, la Regione dovrebbe organizzare anche delle case di maternità per partorire, centri extraospedalieri opportunamente attrezzati, ed inoltre deve garantire alle gestanti che scelgono le strutture ospedaliere di 1° 2° e 3° livello, ognuno attrezzato in base al tipo di parto ed alle complessità, come hanno deliberato molte Regioni. Certo è, che più parti un reparto supporta, più esperienza acquisiscono gli operatori, certo che in Ospedale dove ci sono presenti 24 ore su 24 l’Ostetrica, il Pediatra e il Ginecologo c’è più sicurezza, soprattutto per quei casi che si complicano; ma da quello che si legge nei vari studi di professionisti ostetrici e ginecologi, condiviso anche l’OMS dove asseriscono che, se un reparto fa nascere più di 500 bambini all’anno sono dei reparti sicuri, sotto quella soglia non c’è abbastanza esperienza, manualità, di conseguenza sicurezza. Pertanto non bisogna fare del terrorismo anche sui parti, non si deve per forza arrivare a 1.500 per garantire la sicurezza alle partorienti ed ai nascituri, se un domani qualcuno sposta la soglia su 2.000 andremo tutti a Savona, o loro verranno da noi ???. Per me il tutto è stato predisposto solo per risparmiare e non per dare più sicurezza, ancora una volta per non razionalizzare a Genova fanno patire tutti gli altri. I funzionari regionali non devono giustificare i tagli di reparti Ortopedici sostenendo che non trovano medici specialisti; strano che non ci siano solo per Imperia, a Genova in Piemonte in Lombardia gli specialisti abbondano, probabilmente c’è qualcosa in più, forse una politica diversa. Dobbiamo dirgli inoltre che hanno sbagliato la programmazione dei bisogni dei medici, se non mettono mano all’Università per quanto di loro competenza, per creare più ORTOPEDICI, più ANESTESISTI, ecc. se non creano delle forme incentivanti, se non obbligano chi di dovere a non continuare a creare posti riservati, numeri chiusi per l’accesso ai corsi specialistici, ma crearne quanti ne occorrono in tutta la regione in base ad una programmazione politica, ne creeranno sempre pochi, per diversi ed ovvi motivi, solo quanti ne bastano nel loro territorio, spesso non vedono più in la, del capoluogo, ne a levante ne a ponente, e spesso i nostri medici per specializzarsi devono andare fuori regione o all’estero, ed è naturale che formati fuori, quando rientrano in zona, se rientrano, conoscono le eccellenze di altre regioni, e si comportano di conseguenza, ed in Regione aumentano le fughe, ed i pagamenti a piè di lista. Caro Compagno scusa lo sfogo, so che tu cerchi di migliorare la situazione, il tuo progetto per noi non è condivisibile, non è condivisibile mandare cittadini in giro per avere quello che debbono avere qua, a mio parere il tuo progetto giustifica l’operato della Regione, in particolare sul debito, l’accordo Stato Regioni ha finanziato la nostra Regione nel 2009 con una quota di 2.024 euro procapite,pari a 3.269,395 milioni di euro, il 2,9 per % in più dell’anno precedente, li devono spendere bene ed equamente, i nostri tre Ospedali rimasti vanno potenziati tutte e tre quando ci sarà quello nuovo si riprogrammerà il tutto, e comunque ne dovranno rimanere tre Ospedali, a Bordighera ed a Imperia dei nosocomi di bassa e media intensità. Il Presidente del Comitato Donato Basilii |
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Un altro professionista serio che condivide la nostra iniziativa |
OPINIONE DEL DR. BRIZIO SUI PROBLEMI DELLA SANITÀ LOCALE I problemi della sanità locale sono argomento quotidiano di discussione a tutti i livelli. Il Direttivo della sezione di Bordighera della Lega Nord ha voluto sentire l’opinione di un operatore sanitario qualificato, il Dr. Rodolfo Brizio, Anatomopatologo, già attivo negli Ospedali di Sanremo e di Asti, ed attualmente Vice Primario all’Ospedale Santa Croce di Cuneo. La prima considerazione che salta alla mente quando si considera l’estremo Ponente ligure, a qualunque proposito, è una considerazione geografica. Sarà pure sacro suolo della Patria italiana, ma è veramente alla periferia dell’Impero, lontano da Dio e dai Santi, con una fettuccia di terra irregolare stretta fra il mare ed un muro di montagne. La lunga strettoia rende difficile qualunque collegamento all’interno del territorio, dove gli scambi sono praticamente possibili solo sulla costa e non tra valle e valle, ed ancor più verso l’esterno per la modestia delle vie di comunicazione obsolete, sottodimensionate, talora impervie. Tutte queste difficoltà condizionano e complicano tanti problemi; tra questi quello della tutela della salute che nella Provincia di Imperia ha sempre sofferto da un lato della difficoltà di spostamento di uomini (pazienti, medici, operatori sanitari) e mezzi (attrezzature, strumenti, campioni sanitari, farmaci) e dall’altro della frammentazione delle strutture ospedaliere che hanno dovuto provvedere ai bisogni di salute di tre concentrazioni di popolazione tra loro disgiunte e non indenni da storici campanilismi. Anche gli scarsi legami tra Ponente ed il resto della Regione sul piano storico, sociale e politico hanno influito negativamente sull’isolamento sanitario e resa necessaria la fuga di malati verso Centri specializzati (specie della vicina Francia), i grandi Centri oncologici italiani e stranieri, e negli anni più recenti il basso Piemonte. Da troppo tempo si chiede per l’estremo Ponente una politica sanitaria in grado di predisporre un progetto che tenga conto delle complessità geografiche enunciate e che ripari alla scarsità dei finanziamenti elargiti dai vari governi che si sono succeduti nella storia della Repubblica. Il vero problema sta nella difficoltà di far nascere una struttura che sia unica (per concentrare tutte le potenzialità diagnostiche e terapeutiche in una sola sede, come oggi è richiesto dal buon senso e dalle esigenze di spesa e gestione), e nello stesso tempo tripla, perché tre sono i punti focali dove convergono, per esigenze logistiche, i malati ed i loro problemi di salute. Una e trina: la richiesta sembra assurda e sa di dogma e o di bestemmia; ma il Ponente ligure avrebbe veramente bisogno di una sorta di miracolo: le realizzazione di un solo grande ospedale di alta specializzazione in grado di soddisfare i bisogni di salute della popolazione, e di tre sedi distaccate (Bordighera, Sanremo ed Imperia) con le specializzazioni di base, collegate in modo efficace e rapido all’ospedale maggiore; l’abbandono di progetti frammentari, le ristrutturazioni delle vecchie sedi ospedalieri, i finanziamenti a pioggia; una allocazione delle risorse umane e materiali che tenga conto non solo delle esigenze gestionali manageriali e dei giochi politici ma che consideri l’importanza fondamentale della formazione professionale e rispetti le esperienze ed i consigli degli operatori sanitari che, a quanto pare, sembrano attualmente sempre meno necessari per gestire i problemi di tutela della salute della popolazione. Dr. Rodolfo Brizio 6 agosto 2010 Testo estratto da www.bordighera.net |
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Dopo il Consiglio del Comune di Bordighera |
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Comunicato dopo il Consiglio comunale di Bordighera del 02/08/2010 Letto l’ordine del giorno una delegazione del comitato era presente al Consiglio Comunale per sentire quali erano le novità sull’utilizzo dell’area del Saint Charles. Siamo soddisfatti della votazione all'unanimità di tutto il consiglio sulla variazione d’utilizzo dell’area in particolare sulla nuova costruzione di un padiglione dove verrà ubicato il Palazzo della Salute, (centro dove verranno accorpati tutti gli ambulatori presenti nel territorio). Non al posto dell'Ospedale come asserito da qualche bontempone che non conosce la convenzione. Per noi un passo avanti nel potenziamento e nella realizzazione del progetto, un pezzo di completamento della convenzione siglata tra ASL- Regione ed il Comune di Bordighera, siamo soddisfatti di quanto è emerso in sede di discussione, dove il Dr. Ingenito ha ribadito alcune norme presenti nella convenzione: in particolare per il mantenimento a Bordighera di un Ospedale con tutti quei reparti e posti letto esistenti e presenti al momento della firma dell’accordo; una struttura ospedaliera in base alle norme vigenti aveva e deve avere per forza, le seguenti specialità di base: (altrimenti non può chiamarsi Ospedale) La Chirurgia L’Ortopedia e la Traumatologia La Medicina La Terapia sub intensiva La Sala Operatoria Il Pronto Soccorso La Radiologia Il Laboratorio Analisi La Farmacia La D. Surgery Il D. H. e il D. Service Gli ambulatori specialistici per tutte le specialità. Pertanto l’Ortopedia protesica e la Riabilitazione annessa, sulla quale noi siamo d’accordo come da comunicati precedenti, (preferibilmente a gestione pubblica, ma non demonizziamo il privato) non dovranno e non potranno essere in sostituzione di alcuni reparti esistenti, ma un servizio in più con dei posti letto in più, dedicati alle nuove attività. Comunichiamo altresì che concordiamo con la proposta della maggioranza, contrari al trasferimento della maternità da Sanremo a Imperia, sull’iniquo finanziamento elargito alla provincia di Imperia, le quote capitarie più basse di tutta Italia, lo stiamo dicendo da anni. Al Comitato, sentiti i rimpalli sulle colpe non interessa di chi siano le responsabilità, sta di fatto che, dall’avvento delle ASL, dal 1992, qualsiasi amministrazione regionale, di destra o di sinistra ci ha tagliato dei fondi e di conseguenza Ospedali e servizi, e tutti hanno detto che la colpa e sempre degli altri. Adesso la colpa è di chi c’è ora, di chi delibera adesso, di chi ha votato a favore al piano di rientro, nell'ultimo Consiglio Regionale. Le Regioni hanno l’autonomia decisionale sulle spese, in particolare su quelle sanitarie. Secondo noi prima di tagliare servizi e fondi, avrebbero dovuto ridurre gli sprechi, razionalizzare dove c’è di tutto e di più, e non fare tagli lineari da per tutto, compresa la Provincia di Imperia compreso il nostro ambito, i più virtuosi i più tartassati. Noi abbiamo già dato. Chiediamo una cortesia a chi decide, ognuno si prenda le proprie responsabilità, basta cercare scuse, basta spot e scaricabarili. La delegazione del Comitato Donato Basilii – Claudio Gagliolo – Antonio Chiappe – Pasquale Mileto. |
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